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OnlyFans: prima l’annuncio shock e poi il dietrofront della piattaforma

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Al centro di tantissime discussioni negli ultimi giorni, la piattaforma di condivisione OnlyFans sta facendo parlare di sé come non era mai successo prima.

Ma partiamo dall’inizio e raccontiamo (per chi ancora non lo sapesse) cos’è OnlyFans e perché oggi si trova al centro del dibattito pubblico.

Fondata nel 2016, l’azienda nasce come piattaforma online dedicata ai creators; uno spazio virtuale nel quale poter condividere materiale e ricevere apprezzamenti (e non solo…).

La particolarità di questo social? Essere senza censure ed aver ottenuto il massimo del suo successo grazie alla possibilità di poter condividere liberamente contenuti per adulti.

Spieghiamoci meglio…

OnlyFans è una piattaforma di intrattenimento che funziona solo su abbonamento, ideata e nata nel Regno Unito, deve il suo massimo successo al periodo del lockdown causato dal Covid-19.

Secondo le statistiche infatti, OnlyFans durante la pandemia ha visto crescere esponenzialmente i propri utenti. 

Giusto qualche dato:

Attualmente conta 130 milioni di utenti e un guadagno di più di 5 miliardi di dollari divisi per i suoi ‘creatori’. 

Prima della notizia, le previsioni sul fatturato netto parlavano di un raddoppio dei guadagni in dodici mesi, dagli 1,2 miliardi stimati per il 2021 ai 2,5 miliardi di dollari per il 2022.

Ma allora qual è la vera differenza tra OnlyFans ed un’altra qualsiasi piattaforma di condivisione online?

Si tratta di un servizio pensato per “creatori di contenuti” che pubblicando su OnlyFans possono guadagnare denaro dagli utenti che si iscrivono per seguire chi posta quei contenuti.

In altre parole, sarebbe un pò come se su Instagram tu pagassi una somma di denaro per seguire qualcuno di cui apprezzi i contenuti.

La sua particolarità è dovuta al fatto che molti di questi contenuti siano dedicati all’intrattenimento per adulti, anche se in realtà sulla piattaforma sono ospitate anche altre nicchie come il fitness e hobby di vario genere.

Eccoci però arrivati così al fulcro della discussione che nelle ultime settimane sta spopolando sul web: OnlyFans annuncia che dal primo ottobre sarà vietato in piattaforma pubblicare qualsiasi genere di contenuto che riguardi l’intrattenimento per aduti.

“A partire dal 1 ottobre 2021, OnlyFans vieterà la pubblicazione di qualsiasi contenuto che contenga comportamenti sessualmente espliciti – spiega la compagnia – per ospitare una comunità inclusiva di creatori e fan, dobbiamo evolvere le nostre linee guida sui contenuti”.

E’ probabilmente banale sottolineare che questa notizia ha gettato nel panico più totale creators che negli ultimi mesi grazie a questa ‘attività’ hanno alzato liquidità con la pala.

C’è chi ha cambiato completamente il proprio tenore di vita, chi è riuscito a comprarsi una casa e chi ha addirittura lasciato il proprio lavoro tradizionale.

Ma chi è che ha voluto tutto questo?

Il caso pare sia esploso dopo uno scandalo sollevato da un reportage dell’editorialista del New York Times, Nicholas Kristof.

Le due piattaforme di pagamento su OnlyFans, Visa e Mastercard, hanno minacciato un’esclusione dei loro servizi per i navigatori del sito.

Vi anticipiamo già che non è finita qui ma soffermiamoci per un momento sul comprendere cosa insegna questa vicenda ad un marketer.

Onlyfans: cosa ci insegna questa decisione aziendale?

Sono due i principali insegnamenti su cui la spiacevole vicenda legata alla discussione OnlyFans ci fa ragionare.

In primis è importante comprendere che se sei un’azienda strutturata non puoi basare il tuo asset principale su di una nicchia/servizio/prodotto non solido.

Sarebbe potuto essere prevedibile la condivisione di contenuti per adulti su di una piattaforma online a pagamento avrebbe potuto portare delle ripercussioni all’azienda.

Se questa fetta di introiti rappresentato la tua entrata principale, c’è un problema.

C’è un problema perchè nel momento in cui quest’entrata viene messa a repentaglio da fattori esterni (che non si possono controllare), la tua azienda crolla.

E se invece ti ritrovi dalla parte dei creators?

Beh, se sei un creators l’insegnamento è quello che ciclicamente si ripete: basare la tua attività su di una piattaforma che non è di tua proprietà, farà sempre vacillare il tuo business.

Le strade sono due: o ti credi flussi continui provenienti da piattaforme completamente differenti oppure crei qualcosa di tuoi che quindi sai di poter controllare.

Attenzione: c’è un dietrofront!

Only Fans torna online con una comunicazione ufficiale: l’azienda britannica ha infatti chiarito le ragioni della sospensione del divieto, sei giorni dopo il precedente annunci ed ha spiegato di aver ottenuto le «garanzie necessarie» per sostenere la comunità di creatori di contenuti della piattaforma, che ha ringraziato per essersi «fatti sentire».

In pochissimi giorni OnlyFans ha preso due decisioni aziendalmente opposte:

Dapprima l’annuncio di eliminare il core business dell’azienda, subito dopo annuncia di avere le garanzie necessarie per poterlo sostenere.

I referenti di OnlyFans non sono scesi nel dettaglio di queste nuove garanzie necessarie di cui ora pare siano in possesso ma presumibilmente si tratta di nuove condizioni poste oppure accettate con i partner bancari che avevano sollevato il caso.

Potrebbe trattarsi anche di nuove condizioni per utilizzare la piattaforma da parte dei creators ma questo ancora non lo sappiamo con certezza.

Attualmente l’unico dato certo è il dietrofront di OnlyFans che nonostante stia facendo molto discutere, pare stia cercando di salvare i propri introiti con le unghie e con i denti!

Staremo a vedere.